Immergiti in Terraforma Exo: l’hot spot milanese per sintonizzarsi con l’urbano attraverso il suono

Testo di Ilaria Sponda

TERRAFORMA 2024 Photo © Stefano Mattea

Nata da Terraforma, il decennale festival di musica sperimentale avviato da Threes Productions, Terraforma Exo è una piattaforma di ricerca partecipativa lanciata nel 2024. Progettata per inserirsi in diversi contesti urbani, essa indaga il ruolo del suono nel plasmare e rispondere all’ambiente. Evocando una forza centrifuga, Terraforma Exo incarna un impulso trasformativo, che emerge dall’interno e si irradia verso l’esterno, puntando verso nuovi modi di coesistere con l’ambiente. Come esprime il direttore creativo Ruggero Pietromarchi, Terraforma Exo è una pratica di progettazione di eventi che non prendono il sopravvento ma si “sintonizzano con il contesto”. 

La seconda edizione di Terraforma Exo si svolgerà a Milano il 28 e 29 giugno, tra Parco Sempione e una serata spin-off curata da Gatto Verde presso il Teatro Principe con Sister Effect, MI-EL, HiTech (live) e DJ Plead. Si tratta di una tappa significativa in un percorso che, sin dall’inizio, ha delineato un modello culturale radicalmente site-specific e flessibile. Negli ultimi anni, la scena musicale milanese ha subito cambiamenti drastici, dalla chiusura di spazi indipendenti durante la pandemia alle croniche carenze di finanziamento per le iniziative culturali di ogni portata.

La domanda resta: quale spazio esiste ancora per la sperimentazione culturale, l’aggregazione collettiva e la resilienza creativa?

xGV – DI4 – Emanuele Finardi

Ambientata in un paesaggio sonoro ibrido, tra urbano e naturale, Terraforma Exo sfida la presunta separazione tra natura e ambiente costruito dall’uomo, proponendo un modello di coesistenza. Il programma e l’estetica del festival si definiscono attraverso leggerezza e fluidità, immagina architetture open-air integrate nel verde, palchi che richiamano insediamenti arcaici e zone effimere di libera espressione dove i corpi in movimento si fondono in un organismo collettivo. Milano: città densa, frenetica, stratificata, dove “a volte è difficile rallentare, creare spazi in cui il suono non sia consumo ma esperienza e significato,” afferma Pietromarchi, “ma si può decostruire quell’automatismo produttivo e restituire un’altra qualità al tempo e allo spazio. Milano ha fame di profondità. E se riesci a intercettarla, si attivano energie sorprendenti.”

Cinque luoghi — Torre Branca, Palazzina Appiani, Castello Sforzesco, Teatro Continuo di Alberto Burri, e Giardino Triennale Milano — ospiteranno performance che intrecciano suoni naturali, umani e tecnologici. Alla Torre Branca, Lorenzo Senni presenta “EUREKA! (Mix Legacy 2011–2025)”, una rielaborazione di quindici anni di tracce concettuali, in cui scompone e ricompone le strutture della trance in trame sonore complesse e non lineari, che mettono in discussione il linguaggio emotivo e formale della musica elettronica. Alla Palazzina Appiani, Florian Hecker propone “FAVN”, una performance automatizzata e ipnotica ispirata a “L’Après-midi d’un faune” di Mallarmé e alla composizione di Debussy, che invita il pubblico a ripensare la costruzione dell’esperienza sensoriale attraverso il suono.

TERRAFORMA 2024 Photo © Stefano Mattea

Nel Giardino Triennale Milano, “The Talk” — performance audio-visiva collaborativa di Heith, James K e Günseli Yalcinkaya, con scenografia di Andrea Belosi — evoca un dialogo onirico su temporalità e tecnologia, traendo ispirazione dal mitico meccanismo di Anticitera. Contemporaneamente, “The Drum and the Bird” di Bill Kouligas e Forensis trasforma il paesaggio in un archivio sonoro, intrecciando audio generativo e memorie coloniali attraverso una ricerca sul passato imperiale tedesco in Namibia condotta da Forensic Architecture.

Il programma, ricco e variegato, è pensato per innescare una condizione che superi i confini temporali e spaziali del festival, dando vita a un formato più espansivo, agile e relazionale. Come svela Pietromarchi, le ispirazioni sono molteplici: dalla land art degli anni ’60 e ’70 alla rave culture come esperienza temporanea e collettiva; dalle soundwalks di Hildegard Westerkamp all’attivismo urbano. Ma anche la ritualità dei festival africani, il concetto giapponese di ‘Ma’ (間) – lo spazio vuoto come elemento attivo – o le esperienze radicali di architettura partecipativa contribuiscono alla formazione di Terraforma Exo. Il Teatro Continuo di Alberto Burri – iconico teatro all’aperto e straordinario esempio di architettura partecipativa – farà da palcoscenico a DJ set e performance live di Marylou, Jim Nedd, DJ Anderson Do Paraiso, e a un back-to-back di alysalysalys e Piezo.

TERRAFORMA 2024 Photo © Sarah Indriolo

“Il nostro orizzonte è mobile, ma sempre radicato nella convinzione che l’arte, se intesa come processo, possa cambiare le condizioni del presente. E questo, in fondo, è già una forma di movimento,” conclude Pietromarchi. Il movimento, sia fisico che concettuale, è un motore di innovazione, e la partecipazione e la condivisione della conoscenza sono fondamentali per mantenere vivo un processo di trasformazione. Per questo motivo, Terraforma Exo invita il pubblico a esplorare il patrimonio sonoro e la sperimentazione contemporanea attraverso l’ascolto immersivo, conferenze pubbliche e laboratori partecipativi. In particolare, i laboratori sonori guidati da Walter Prati (MMT Creative Lab) presso il Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco mettono in evidenza la composizione collettiva a partire da materiali d’archivio e brani di Henri Pousseur. Il programma partecipativo include anche una passeggiata sonora immersiva con cuffie spazializzate, che presenta registrazioni originali tratte dall’archivio dello Studio di Fonologia RAI e nuove composizioni di Laura Agnusdei, Katatonic Silentio, Massimiliano Viel, Paine Cuadrelli e Alberto Ricca (Bienoise).