Jordan by Catherine Hyland and Colin Pantall

Testo di Colin Pantall
Fotografie di Catherine Hyland

(Testimonianza raccolta da Colin Pantall)

Ricordo che all’arrivo, la prima volta che misi piede in Giordania, rimasi incantata dalla musicalità delle preghiere che riecheggiavano, intense e appassionate, in tutta la città. Quando arrivi a Petra la prima volta è questo che provi. Qui tutto è affascinante, è emozionante, i vasti paesaggi e i monumenti ottenuti ricavando dalla roccia grotte e templi con grande impegno e fatica. Petra infonde la sensazione che, per anni e anni, vi sia accaduto qualcosa di molto più grande di te. Nel grande schema delle cose ci si sente molto piccoli. 

La seconda volta che ci sono stata, mi sono tornati in mente questi ricordi mentre ci dirigevamo in automobile verso Petra. Arrivati la sera, abbiamo proseguito fino all’accampamento beduino. Lì, poco alla volta, è subentrato un rallentamento generale. Il ritmo della vita qui non è veloce. Fai il caffè e occorrono due ore e mezza, il battito cardiaco si regolarizza, il sangue scorre un po’ più lento, ti abbandoni a vivere nel deserto…

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