Sono parte integrante della foresta amazzonica quanto i suoi miliardi e miliardi di palme tucúm, alberi della gomma e cupuaçu, ma apparentemente costituiscono un elemento più transitorio: sono le nuvole leggere che abbracciano le cime degli alberi, formando un soffitto di vapore acqueo in continuo movimento. Queste nubi sono il prodotto dell’evapotraspirazione, la dispersione dell’acqua di condensa prodotta dalle innumerevoli foglie della foresta pluviale, e il loro movimento è un flusso continuo di acqua che attraversa il Sudamerica. Il climatologo peruviano José Antonio Marengo Orsini ha soprannominato questo fenomeno rios voadores, fiumi volanti, che messi tutti insieme trasportano più acqua di qualsiasi fiume liquido sulla terra.

I fiumi volanti si vedono meglio dall’alto, da una distanza tale da poter osservare come si incanalano nei punti più alti della foresta pluviale, come un ruscello si divide in mezzo alle pietre. E proprio come l’acqua di un vero fiume, queste nuvole scorrono tutte nella stessa direzione, verso le aride pianure centrali del Sudamerica. Insieme, i fiumi volanti trasportano nell’atmosfera ben 20.000 miliardi di litri di vapore acqueo al giorno, tredici volte la quantità scaricata dal possente Mississippi nel Golfo del Messico. Senza queste correnti di nuvole in quota, il resto del Sudamerica sarebbe un deserto, il che sottolinea l’interdipendenza di ogni fragile ecosistema dai cicli globali della Terra.

Fiume Cristalino e Riserva Naturale Privata Cristalino, Alta Floresta, Mato Grosso, Amazzonia meridionale, Brasile. La RPPN sequestra il carbonio dall’atmosfera e contribuisce a produrre i “fiumi volanti” carichi di umidità. In canoa in un’antica foresta allagata, passando accanto ad alberi secolari e avvicinandosi alle scimmie e agli uccelli del baldacchino. Durante la stagione verde, da dicembre a giugno, il “Fiume incantato”, uno stretto fiume di acqua verde che attraversa una magnifica foresta di terraferma.


