Casa de Vidro 1951

Morumbi, San Paolo
Disegnando sul vetro, 18 settembre 1952. Gli ultimi giorni dell’inverno del 1952 piovve. La temperatura a San Paolo non superava i 20 gradi. La sera faceva più freddo: i giornali di quella settimana riportavano una minima di circa 13 gradi, ma è possibile che nel remoto quartiere residenziale di Jardim Morumby facesse più freddo. Lina Bo Bardi realizzò il suo primo progetto architettonico in quest’area isolata e inospitale. In precedenza aveva pubblicato diversi concept abitativi su riviste in Italia e Brasile, adattato interi piani per ospitare un museo, allestito parecchie mostre e ideato supporti particolari per appendere i quadri, ma non aveva mai costruito un edificio tutto suo. All’età di 37 anni, per la prima volta nella vita, vide un progetto architettonico di cui era autrice concretizzarsi in un edificio. L’opera in questione era la sua casa. Il cantiere fu inaugurato il 5 luglio 1951 e i lavori terminarono circa un anno più tardi. Pochi mesi dopo il loro trasferimento a Morumbi, i Bardi ebbero come primi ospiti Saul Steinberg e Hedda Sterne.

Durante la cena offerta ai due artisti in occasione del loro primo viaggio in Brasile, nella casa in cui si erano appena trasferiti, ancora priva di tende, l’attenzione di tutti fu attirata da un fenomeno naturale: al calar della sera la temperatura esterna si abbassò, ma all’interno il tepore rimase – forse c’era il camino acceso – e i piani in vetro si appannarono. In quel finestrone a tutta altezza, che andava da un’estremità all’altra della facciata, Steinberg vide una superficie diafana che grazie alla condensa dell’umidità risultava perfetta per il disegno. Trasformò l’indice della mano destra in matita. Fece della casa il suo foglio. I suoi gesti diedero vita ai tratti inconfondibili del fumettista sotto gli sguardi affascinati di Lina e degli altri che assistevano a quella scena magnifica. Sulla grande superficie vitrea offuscata, Saul Steinberg realizzò le sue illustrazioni effimere, tra cui un volto di donna dal cui occhio scendeva, con una goccia di condensa, una lacrima.


